Pensare Portami il futuro per Gibellina ha significato interrogarsi su come questa città, con la sua storia anomala e radicale, potesse tornare a essere uno stimolo per il Paese, non come semplice contenitore di eventi, ma come luogo capace di esprimere una narrazione sincera e necessaria sulla contemporaneità.
Gibellina è una città che si è ricostruita insieme agli artisti, affidando all’arte un ruolo attivo nel processo civico: non un esercizio estetico o un gesto simbolico, ma una pratica concreta di relazione, responsabilità e presenza.
Il progetto nasce da questa eredità e la rilancia nel presente, concependo l’arte
contemporanea non soltanto come arte del nostro tempo, ma come arte della presenza, capace di attivare dialogo, prossimità e partecipazione. Le mostre, le residenze e i progetti che attraverseranno il 2026 sono pensati come dispositivi vivi, in grado di mettere in relazione artisti, comunità e luoghi, restituendo centralità allo spazio pubblico e alla dimensione collettiva dell’esperienza culturale.
In questo percorso, il Mediterraneo assume il valore di metafora e di orizzonte politico: spazio di scambio, di conflitto e di creazione, ma anche luogo in cui ripensare le forme della convivenza e della cura. Allo stesso modo, la territorialità non è intesa come chiusura, ma come espressione di una policentricità culturale che rifiuta ogni logica di accentramento e riconosce in ogni luogo una possibile centralità di relazioni.
Portami il futuro è, infine, una richiesta e un impegno condiviso: prendersi cura del tempo che ci ha preceduti e di quello che verrà, riconoscendo nella bellezza non un valore astratto o decorativo, ma un compito sociale e politico. Un compito che chiama artisti, istituzioni e cittadini a una responsabilità comune, affinché Gibellina continui a essere un luogo in cui il futuro non viene proclamato, ma costruito e praticato insieme, giorno dopo giorno.
Andrea Cusumano
Direttore Artistico Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026