In collaborazione con il Festival delle Orestiadi
Nel 1981, sulle rovine di Gibellina vecchia, prima che il Cretto di Burri ne trasformasse definitivamente il paesaggio, Ludovico Corrao commissionava a Emilio Isgrò una nuova Orestea in “siciliano poetico”, come rito fondativo della città ricostruita. Quarantacinque anni dopo, Isgrò torna a Gibellina con una nuova installazione teatrale site-specific sul Cretto: un percorso in cui le parole e le cancellature dell’artista si intrecciano con voci, suoni e luci, dalla luce del tramonto al buio profondo. L’azione rinnova il gesto originario, rilanciando un messaggio di rinascita culturale in un tempo segnato da nuove crisi e “terremoti di civiltà”.