A cura di Cristina Costanzo
La ricerca di Lucia Veronesi, che intreccia riferimenti alla tessitura e alla botanica, incontra la storia di Gibellina a partire da un giardino-museo progettato per la città da Piero Burzotta e Giuseppe Barbera e mai realizzato. La residenza ha un approccio interdisciplinare, tra arte contemporanea e architettura del paesaggio: studiando il giardino mediterraneo, le cromie e le geometrie ispirate alla pittura di Paul Klee e Robert Delaunay, l’artista realizzerà un’opera tessile che richiama la tradizione dei prìsenti e un nuovo giardino per un’area urbana in stato di abbandono. L’intervento unisce linguaggio visivo, botanica e memoria, trasformando uno spazio marginale in luogo di cura condivisa.