giugno – ottobre 2026
A cura di Cristina Costanzo
Residenza d’artista e realizzazione di un’opera-giardino giugno-ottobre 2026
La poetica di Lucia Veronesi si distingue per i riferimenti alla tessitura e all’uso dei tessuti come materia prima da un lato e alla botanica dall’altro e si coniuga con esiti di grande interesse alla storia di Gibellina. Il suo progetto per Gibellina, infatti, prende le mosse dalla storia di un giardino-museo per la città nuova, mai realizzato. L’intervento, dal titolo Qui prima non c’era il nulla – che sottolinea la dimensione aperta e processuale della ricerca di Lucia Veronesi – si caratterizza per un approccio interdisciplinare che prende le mosse dalla teoria dell’intervento minimo di Lucius Burckhardt in dialogo con il paesaggista Bernard Lassus e dagli studi sul giardino del
mediterraneo di Giuseppe Barbera e si orienta allo studio della dialettica tra arte, architettura del paesaggio e memoria. L’esito della residenza di Lucia Veronesi sarà “un’opera-giardino” che si articola in un’opera in tessuto, eseguita tra giugno e luglio con il supporto delle ricamatrici gibellinesi del Laboratorio Artensis, e in un nuovo giardino per un luogo altamente simbolico della città, tra il Teatro di Pietro Consagra e Palazzo Di Lorenzo, progettato da Francesco Venezia, che sarà presentato a ottobre.
Lucia Veronesi (Mantova, 1976), dopo il diploma in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera, si trasferisce a Venezia nel 2003. È sempre stata attratta dal paesaggio nelle sue molteplici sfaccettature. Attraverso l’assemblaggio di tessuti, il collage, la pittura, il disegno, la video animazione e l’installazione, l’artista rielabora elementi e storie del paesaggio che ci insegnano a comprendere il nostro tempo. È vincitrice nel 2023 della 12. Edizione dell’Italian Council; nel 2018 della 69. Edizione del Premio Michetti e nel 2002 del premio Alida Premian per giovani artiste donne.