Regina José Galindo, una delle voci più radicali della performance latino-americana, svilupperà per Gibellina una nuova azione concepita a partire dalla storia del territorio, dai temi della violenza, della vulnerabilità e della resistenza. Il corpo dell’artista, come in molte sue opere, diventerà strumento e luogo di iscrizione delle contraddizioni del presente, mettendo in relazione la memoria del terremoto, le forme di esclusione e le pratiche collettive di cura.