GIBELLINA (RE-)SITUATED

Interdisciplinary Approaches to Site and Space

Date: 7–12 settembre 2026 (Gibellina)

Mostra pubblica: 12 settembre 2026, 11:30 (ingresso libero)
Luogo evento pubblico: Gibellina (TP), Museo delle Trame Mediterranee – Località Baglio di Stefano, 1, 91029 Gibellina

Promotori: NOMIS Foundation, Universität der Künste Berlin, Università di Vienna, Politecnico di Milano, Università di Catania (progetto InSiDe)

Dal 7 al 12 settembre il workshop internazionale Gibellina (Re-)situated è un progetto ricerca e formazione transdisciplinare dedicato al rapporto tra arte, architettura e territorio, nell’ambito del progetto Site Complexes. Responsive Practices for the 21st Century. Il programma coinvolge 20 studenti provenienti da Berlino e Milano insieme a docenti, ricercatori ed esperti internazionali, e si concluderà con una mostra pubblica il 12 settembre, alle 11:30, al Museo delle Trame Mediterranee di Gibellina, aperta alla città e alla comunità locale.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il progetto di ricerca Site Complexes (NOMIS Foundation, Universität der Künste Berlin e Università di Vienna), il Politecnico di Milano e l’Università di Catania, con il progetto InSiDe – Innovation and Sicily Data Engine.

Prima Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026, Gibellina è il caso di studio scelto per la sua storia unica: distrutta dal terremoto del Belice nel 1968 e ricostruita  venti chilometri più a valle, la città è diventata uno dei più importanti laboratori europei di sperimentazione tra arte, architettura e progetto urbano, grazie al contributo di protagonisti come Alberto Burri, Pietro Consagra, Joseph Beuys e Oswald Mathias Ungers.

Muovendo da questa eredità, il workshop interroga criticamente l’evoluzione dell’idea di sito: dalle pratiche site-specific degli anni Settanta alle più recenti pratiche site-responsive. Il sito non è inteso come semplice contenitore fisico, ma come sistema dinamico di relazioni ecologiche, sociali, storiche, materiali, economiche e simboliche. In questa prospettiva, Gibellina diventa un osservatorio privilegiato per ripensare il rapporto tra progetto, territorio e comunità.

Il programma adotta un metodo di collective field study, alternando visite sul campo, incontri con studiosi ed esperti, tavole rotonde interdisciplinari e sessioni di lavoro collettivo. Le competenze coinvolte spaziano dall’architettura all’arte, dall’archeologia agli studi sul patrimonio e sullo sviluppo territoriale, per leggere Gibellina come un caso complesso in cui memoria, paesaggio, produzione culturale, trasformazione urbana e marketing territoriale si intrecciano.

Un momento centrale del workshop è dedicato all’analisi critica della ricostruzione negli anni attraverso una retrospective-projection, un esercizio di reverse engineering che ricostruisce i presupposti teorici e le strategie della ricostruzione storica, evidenziandone potenzialità e contraddizioni, come punto di partenza per immaginare nuove forme di intervento sui luoghi contemporanei. Il lavoro degli studenti confluirà in una restituzione pubblica finale – installazioni, progetti, film, fotografie, mappe, lecture e performance – in una mostra aperta al pubblico il 12 settembre alle ore 11:30 al Museo delle Trame Mediterranee, pensata come occasione di confronto diretto con il
territorio e la comunità locale.

Il programma

Il workshop si sviluppa nella valle del Belice e Gibellina. Dopo l’arrivo a Palermo (7 settembre), il gruppo raggiunge Gibellina, dove tra l’8 e l’11 settembre visita i luoghi simbolo della ricostruzione — tra cui il Teatro Consagra, la Chiesa Madre, Palazzo Di Lorenzo, il Museo Civico, il Sistema delle Piazze e il Cretto di Burri — e sviluppa un percorso di ricerca e produzione di materiali visivi e grafici presso il Museo delle Trame Mediterranee, sede della Fondazione Orestiadi. Il 9 settembre è inoltre previsto un cammino lungo l’Antica Trasversale Sicula, tra la Riserva Grotta di Santa Ninfa, il Cretto di Burri e i ruderi di Poggioreale Vecchia e Salaparuta.

Il programma pubblico culmina sabato 12 settembre, ore 11:30 con l’apertura al pubblico della mostra finale presso il Museo delle Trame Mediterranee. Nei giorni successivi, 13–15 settembre, il gruppo prosegue con incontri e visite a Palermo e Catania, a conclusione del percorso di ricerca.

I partecipanti

Corpo docente e ricercatori

Sebastian Egenhofer — Professore di Storia dell’arte, University of Arts Vienna, e principal investigator del progetto NOMIS Site Complexes. Storico dell’arte, integra riflessione filosofica e analisi storicamente fondate sull’arte del Novecento e contemporanea, con attenzione alle pratiche d’avanguardia e site-specific, ed è attivo come critico. Prima di Vienna è stato all’Università di Basilea — dove ha fatto parte del comitato del centro di ricerca Eikones — e a Zurigo.

Susanne Hauser — Professoressa presso l’Institute for History and Theory of Design, Universität der Künste Berlin, e principal investigator del progetto NOMIS Site Complexes. Insegna storia dell’arte e studi culturali nel programma di architettura della UdK Berlin. Il suo libro Metamorphosen des Abfalls. Konzepte für alte Industrieareale (2001; ristampato nel 2021) è un riferimento negli studi sulle trasformazioni site-specific delle aree postindustriali, con ampia competenza in storia e teoria
dell’architettura, dell’urbanistica e del paesaggio.

Stefan Neuner — Professore presso l’Institute of Art History, Universität der Künste Berlin, e principal investigator del progetto NOMIS Site Complexes. Storico dell’arte, unisce lo studio del Rinascimento e dell’arte contemporanea con un focus sulle dimensioni spaziali e materiali delle opere in contesti architettonici e urbani. Il suo prossimo libro esplora l’opera di Vittore Carpaccio in relazione allo spazio liminale della laguna, alla navigazione e alla cartografia. Prima di UdK Berlin ha diretto il gruppo di ricerca Cities on the Move con Philip Ursprung (ETH Zurigo) presso il centro Eikones.

Christoph Chwatal — Ricercatore postdoc, University of Arts Vienna. Storico dell’arte con competenze sui quadri giuridici, istituzionali ed economici dell’arte dagli anni Sessanta a oggi; dottorato congiunto Università di Colonia / Vrije Universiteit Amsterdam. Come critico, indaga come le strutture normative e organizzative plasmino le pratiche site-responsive.

Ludovica Tomarchio — Ricercatrice postdoc presso l’Institute for History and Theory of Design, Universität der Künste Berlin. Architetta e ricercatrice urbana, indaga le intersezioni tra tecnologie digitali, spazi urbani e pratiche culturali. Dottorato presso il Future Cities Lab Singapore (diretto dal Politecnico di Zurigo, ETH), con un focus su social media e spazio pubblico. Ha lavorato come curatrice e project manager in istituzioni culturali.

Matteo Poli — Professore associato di Progettazione del Paesaggio presso il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano. La sua attività di ricerca, didattica e progettazione si concentra sulle trasformazioni urbane e territoriali sostenibili, sul progetto di paesaggio e sui paesaggi metropolitani contemporanei. È coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in Sustainable Architecture and Landscape Design.

Beatrice Azzola —  Ricercatrice postdoc presso Leibniz Centre for Contemporary History Potsdam (ZZF). Ha conseguito il dottorato di ricerca al Politecnico di Milano. La sua attività di ricerca esplora la storia dell’architettura legata alla mobilità e le intersezioni tra architettura, paesaggio e pubblicità. Prima di intraprendere la carriera accademica, ha lavorato come architetta presso studi di architettura in Italia, Portogallo e Svizzera.

Davide Montanari — Dottorando in Architectural, Urban and Interior Design presso il Politecnico di Milano. La sua ricerca indaga il rapporto tra architettura, paesaggio ed ecologia, con particolare attenzione alla trasformazione dei territori contemporanei.

Elita Schillaci — Professoressa ordinaria di Economia e Gestione delle Imprese presso l’Università di Catania. Si occupa di imprenditorialità, innovazione, trasferimento tecnologico e startup, con particolare attenzione ai processi di open innovation e alle collaborazioni tra università, imprese e istituzioni. Ha diretto l’Innovation Leadership and Health Management Advanced Centre (ILHM), è stata Preside della Facoltà di Economia e fondatrice dell’incubatore universitario MedSpin.

Federico Mertoli —  Federico Mertoli è PhD candidate in Economics, Management and Decision-Making presso l’Università di Catania (relatrice: Carmela Schillaci). È stato Visiting Researcher presso la University of Cantabria (Spagna, 2023–2025) e ha lavorato in Deloitte come Tax Analyst (2022–2023). È Innovation Manager certificato (UNI 11814:2021) e partecipa a progetti di ricerca finanziati nell’ambito del PNRR – NextGenerationEU. È inoltre cultore della materia in Economia e Gestione delle Imprese (Università di Catania) e in Marketing Territoriale (Università del Salento)

Stefania Masè — Professoressa associata di Marketing, IPAG Business School (Nizza, Francia), dove dirige il Master in International Management. Dottorato in Management e Accounting & Commerce International (Università di Macerata / Université Paris-Sorbonne). La sua ricerca indaga i processi di strutturazione e trasformazione dei mercati attraverso la teoria istituzionale, con attenzione al ruolo dell’estetica nella creazione di valore nei contesti delle arti, delle industrie culturali e creative e degli ambienti digitali.

Giulia Dore — Ricercatrice (RtdA), Dipartimento di Economia e Management, Università degli Studi di Trento. Dottorato in Studi Giuridici Comparati ed Europei (Doctor Europaeus, Università di Trento). Si occupa di diritto d’autore, proprietà intellettuale e patrimonio culturale, con ricerche su musei aperti, tutela dei beni culturali e placemaking, anche nell’ambito di progetti europei (reCreating Europe, PNRR iNEST).

Maria Della Lucia — Professoressa ordinaria di Economia e Gestione delle Imprese, Dipartimento di Economia e Management, Università degli Studi di Trento. Dottorato in Economia e Management (Università di Padova). La sua ricerca è dedicata a turismo e cultura, rigenerazione urbana culture-led, sviluppo locale sostenibile e turismo rigenerativo; coordina il gruppo di ricerca UniTrento nello Spoke 6 “Turismo, Cultura e Industrie Creative” del progetto PNRR iNEST.

Con la partecipazione di

Cristina Costanzo (curatrice, Gibellina Capitale della Cultura), Alessandra Badami (Università di Palermo), Niccolò Stabile (artista) e Enzo Fiammetta (Direttore Museo delle trame mediterranee, Gibellina)